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La neve artificiale

La neve artificiale non ha la stessa forma del fiocco, ma di un granello tridimensionale avente una maggior densità della neve naturale; essa si forma in seguito allo scambio termico tra aria ed acqua nebulizzata ed è influenzata positivamente dalle basse temperature, questo fa si che diventi più duratura al traffico sciistico, ai raggi solari e alla perdita di coesione.

La molecola d'acqua che viene gettata fuori dal cannone, a contatto con l'aria, si congela e viene a formare un granello di neve artificiale.I cannoni possono essere a bassa o alta pressione:

Le conseguenze positive sono che di solito le piste ad innevamento artificiale forniscono più fieno di quelle non ricoperte da neve programmata. Questa affermazione è stata confermata scientificamente da uno studio dell'università di Vienna(facoltà di agraria).
Sulle piste innevate artificialmente, nel periodo del disgelo, i terreni, che durante la stagione invernale erano coperti dalla neve artificiale, si riscaldano più lentamente rispetto agli altri, in quanto sono saturi di acqua e quindi l'effetto dei raggi del sole è più graduale e meno violento. In pratica con le piante è la stessa cosa con l'uomo, se la pelle è ben idratata si evitano le scottature; sui terreni ad innevamento programmato, malgrado un ritardo in partenza, la vegetazione cresce più rapida e lussureggiante rispetto agli altri terreni interessati da piste.

Le conseguenze negative dell'innevamento artificiale sono la maggior compattezza della neve (4-5 volte superiore a quella neve naturale), l'aumento della conducibilità termica e del manto nevoso causano il congelamento a maggior profondità del terreno, agevolando la formazione del ghiaccio. Quest'ultimo, impedendo il passaggio dell'ossigeno, provoca il permanere delle basse temperature e il soffocamento del terreno vegetale sottostante, che può portare ad un aumento della concentrazione d'anidride carbonica, tale da favorire la formazione di sostanze tossiche e la putrefazione delle specie vegetali, ritardando il disgelo di 10-15 giorni, con una conseguente erosione dei pendii. Inoltre, lo strato di ghiaccio che si forma sotto il manto nevoso, impedisce l'assorbimento d'acqua da parte del terreno provocando un deflusso superficiale troppo rapido e incontrollato, causando dei rischi di mutamenti della vegetazione locale, con effetti negativi sull' ecosistema montano.

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